PADOVA - Riprende vita dopo svariati anni di restauro uno dei simboli della città: l'orologio astrario, situato dal 1437 sulla torre di Piazza dei Signori, fra i palazzi dei Camerlenghi e del Capitanio. L'opera è la ricostruzione fedele del precedente realizzato nel 1344 da Jacopo Dondi da Chioggia, e rappresenta la teoria astronomica Tolemaica di un sistema geocentrico. La torre, alta circa 30 metri, è suddvisa in cinque di 5 piani interni: i primi tre sono destinati a contenere le varie parti del meccanismo, mentre gli ultimi due costituivano la residenza del maestro orologiaio, anche custode e manutentore del prezioso orologio. Il cambio della data, giorno e mese, era comandato manualmente mediante la sostituzione dei dischi in ferro alloggiati in apposite sedi dei due quadranti inferiori. l'orologio è stato riattivato ora con meccanismi elettrici. Il quadrante è di forma circolare, e troviamo nlla prima fascia esterna la numerazione delle ore in caratteri romani, nella seconda (realizzata con lastre di piombo) sono applicate le stelle di rame, e infine nella terza si trovano i simboli zodiacali a rilievo (anch'essa su lastre di rame). Al centro del disco centrale è applicato il pianeta terra. La lancia che indica le ore con il sole alla base, è realizzata su un disco che singolarmente si muove attorno al centro. Mentre la luna compare in una finestra circolare a seconda delle sue fasi. I segni zodiacali, mancanti della bilancia, sono rifiniti con oro zecchino. Interessante è notare come all'appello compaiano solo undici delle dodici costellazioni rappresentate tradizionalmente. Le principali ipotesi sono due: nella prima si riproduce fedelmente la tradizione greca, che non aveva ancora individuato la Bilancia, una costellazione poco appariscente, e infatti le raffigurazioni dei segni dello zodiaco che si basano su testi di astrologia degli antichi greci e ancora in uso nel Cinquecento non hanno la Bilancia. La seconda, molto più curiosa, vuole che la mancanza della Bilancia (simbolo di giustizia) sia stata tolta volutamente dal costruttore che , per non essere stato pagato dal committente, la rimpiazzò con le lunghe chele dello Scorpione .