Partiti, tutti favorevoli agli Stati Uniti d'Europa
TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE - Mercoledì 25 gennaio i partiti all'unisono, con la sola eccezione di una Lega alla disperata ricerca di una nuova verginità, hanno affidato a Monti il compito di sperdersi per la creazione di un'unica stato europeo; una grande repubblica federale, insomma, che dovrebbe competere ad armi pari con i grandi paesi che dominano la scena economica internazionale.
TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE - Mercoledì 25 gennaio i partiti all'unisono, con la sola eccezione di una Lega alla disperata ricerca di una nuova verginità, hanno affidato a Monti il compito di sperdersi per la creazione di un'unica stato europeo; una grande repubblica federale, insomma, che dovrebbe competere ad armi pari con i grandi paesi che dominano la scena economica internazionale. Il Presidente Monti ha dunque assistito, con sommo gaudio, all'approvazione di tutte le mozioni riguardanti il conferimento di una maggiore autorità politica al parlamento europeo. Ma il Vecchio Continente ha davvero bisogno di trasformarsi in un unico soggetto politico? Quest'idea bigotta de "l'unione fa la forza" rispolverata da Romano Prodi, un altro europeista convinto, nel 2006 non ha dato i frutti sperati in Italia e difficilmente ne darà su scala continentale. Da quando l'Europa ha cominciato a scimmiottare gli States nei loro deliri di onnipotenza, ha perso inevitabilmente il ruolo di faro per l'occidente. Tuttavia se intendiamo il progresso come affermazione del proprio dominio o influenza sul mondo, significa che siamo tristemente ancorati alle logiche di potere della guerra fredda.
UNA SOLUZIONE A PORTATA DI MANO - Se i parlamentari italiani d'un tratto hanno assunto questo atteggiamento pretesco del "volemose tutti bene", che chiedano i voti sacerdotali e la smettano di ammorbare la gente con i loro sermoni sugli Stati Uniti d'Europa. Le vie d'uscita dalla crisi, del resto, sono molteplici, ma la nostra classe dirigente preferisce perder tempo dietro alle proprie manie di grandezza ad onta dell'indigenza di una nazione intera. Negli ultimi anni infatti il tessuto economico del paese è stato danneggiato da cattive scelte politiche, e l'Italia per soddisfare il proprio fabbisogno è costretta a importare beni di consumo. Allora perché non sostenere le piccole aziende al fine di ridurre le importazioni creando o salvando così molti posti di lavoro? Come al solito quando ci indicano un problema guardiamo il dito e non la luna. La crisi è una chimera inventata a tavolino per nascondere le falle del capitalismo. E noi, al posto di disinnescare la bomba che sta per esplodere, la facciamo detonare. Invece di nazionalizzare, privatizziamo, concedendo l'indulgenza plenaria a chi ci ha governato. Il mercato è saturo di merci, lo capirebbe anche un bambino, non possiamo continuare dare incentivi a un'industria senescente. È necessaria una riconversione dell'intero settore!
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