Pericolo aviaria, un nuovo ceppo passa da uccelli a mammiferi
Ricercatori statunitensi hanno scoperto che un nuovo ceppo di aviaria chiamato H3N8 ha fatto il temutissimo salto dagli uccelli ai mammiferi. Ha già ucciso 162 foche lungo le coste americane.
Un nuovo ceppo dell'influenza aviaria, potenzialmente pericoloso per la nostra specie, ha fatto il salto di Classe passando dagli uccelli ai mammiferi. L'H3N8, questo il nome del virus, è stato trasmesso dagli uccelli marini ad un sensibile numero di foche lungo le coste americane, dal sud del Maine al Massachusetts settentrionale. La anomala moria di pinnipedi colpiti da letali polmoniti e gravissime lesioni cutanee ha insospettito i ricercatori che hanno eseguito lo screening dei patogeni: dalle analisi sulle 162 foche rinvenute morte o moribonde (la maggior parte cuccioli sotto i sei mesi) l'inquietante conferma del nuovo pericoloso virus aviario. Alle indagini microbiologiche ha partecipato un cospicuo numero di istituti statunitensi: Center for Infection & Immunity (CII) della Mailman School of Public Health presso la Columbia University, la National Oceanic and Atmospheric Association, l'USGS National Wildlife Health Center con la collaborazione del SeaWorld, del New England Aquarium e dell'EcoHealth Alliance. Il ceppo virale discende da uno ben noto sin dal 2002 negli uccelli acquatici e si è trasmesso ai mammiferi sfruttando una mutazione nei geni HA e PB2, la quale ha permesso il legame con i recettori dell'acido salicilico che si trovano comunemente nell'apparato respiratorio dei mammiferi. Secondo il coordinatore dello studio, il dottor Simon Anthony del Center for Infection & Immunity, il ceppo H3N8 è dotato di particolare virulenza e alla luce dei dati relativi ai famigerati H1N1 ed H5N1 potrebbe rappresentare una minaccia per la salute pubblica. Gli fanno eco il direttore del CII Ian Lipkin ed il professore di epidemiologia John Snow: “I nostri risultati sottolineano l'importanza nella sorveglianza della fauna selvatica per predire e prevenire eventuali pandemie. L'AIDS, la SARS, l'influenza West Nile e Nipah sono tutti esempi di malattie infettive emergenti che hanno avuto origine negli animali. Eventuali focolai di malattie negli animali domestici o selvatici oltre ad essere considerati una minaccia per la conservazione delle specie vanno valutati anche per il potenziale pericolo per la nostra specie”. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica mBio.

