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Il più grande ecomostro del Lazio non c'è più ma l'area è chiusa

Cinque anni fa le ruspe buttarono giù l'Isola dei Ciurli, definito il più grande ecomostro del Lazio. Da allora l'area, che rientra nel Monumento naturale del Lago di Fondi, è ancora chiusa al pubblico.

Il più grande ecomostro del Lazio non c'è più ma l'area è chiusa

A 5 anni dal giorno della demolizione del più grande ecomostro del Lazio, l’Isola dei Ciurli, l'area rimane ancora interdetta alla fruizione dei cittadini. Con  l’urgenza di ottenere risposte precise a questa vertenza, Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente in difesa del mare e delle coste italiane, è arrivata domenica scorsa a Fondi, in provincia di Latina, con l’intenzione di mettere una volta per tutte la parola fine a questa vicenda iniziata circa quarant’anni fa. “Assegnamo oggi la bandiera nera, il vessillo della vergogna per chi compie soprusi ai danni del mare e delle coste all'amministrazione comunale di Fondi – ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio -. La motivazione è sotto gli occhi di tutti, dopo 5 lunghi anni, il Comune non ha ancora restituito alla libera fruizione di tutti i cittadini l'area dove sorgeva l'ecomostro dell'Isola dei Ciurli, la più grande lottizzazione abusiva nella nostra regione. Inoltre l’amministrazione ha avanzato una variante al piano regolatore per tentare di regolarizzare anche i camping attualmente sotto inchiesta dalla magistratura per abusi e violazione della normativa ambientale. Chiediamo - conclude Avenali - che vengano immediatamente adottate tutte le misure necessarie affinché siano bloccate tutte le ipotesi di condoni e siano garantiti i diritti dei cittadini di riappropriarsi dei beni comuni”. 

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