Inviato da il

Piazza Affari, ennesimo ribasso: avanza il timore recessione

MILANO - Continua la settimana nera per Piazza Affari, che dopo i crolli degli scorsi giorni persegue imperterrita a perdere punti percentuali rispetto alle sedute precedenti: anche oggi 22 settembre 2011, l'indice FSTE-Mib registra un calo del 4,52%, legato indubbiamente al declassamento del rating dell'Italia di alcuni giorni fa e della successiva diminuzione dello stesso parametro per sette banche dello stivale.

Lo spettro recessione affossa Piazza Affari

MILANO - Continua la settimana nera per Piazza Affari, che dopo i crolli degli scorsi giorni persegue imperterrita a perdere punti percentuali rispetto alle sedute precedenti: anche oggi 22 settembre 2011, l'indice FSTE-Mib registra un calo del 4,52%, legato indubbiamente al declassamento del rating dell'Italia di alcuni giorni fa e della successiva diminuzione dello stesso parametro per sette banche dello stivale. Le aspettative non solo sul breve ma anche sul medio lungo periodo appaiono tutt'altro che rosee: le principali piazze europee, da Londra (-4,67%) a Francoforte (-4,96%) a Parigi (-5,27%) lasciano sul piatto importanti punti percentuali, non solo per via delle tensioni provenienti dalla Grecia, dove nonostante i piani di stabilizzazione economica appare ormai probabile un prossimo default "pilotato", ma anche per il contemporaneo rischio recessione paventato da numerosi economisti statunitensi, secondo cui saremmo già dentro ad una vera e propria fase di crisi economica.  Se a questo si aggiungono indici negativi per le imprese operanti nel mercato cinese ed un inatteso ribasso di quelli fin qui considerati "beni rifugio" (oro su tutti), tali da indurre i risparmiatori ad investire sui più sicuri BUND tedeschi (sicuri fino a quando???), alzando lo spread con i titoli di stato di Paesi meno solidi (Italia in testa), appare sempre più difficoltosa la situazione economica di questi ultimi, che rischiano di non poter onorare (a costo di riuscire a collocarle) le proprie obbligazioni. A coronamento di questo scenario apocalittico, la Banca centrale statunitense ha annunciato ieri forti perplessità per l'andamento economico nel breve periodo, un probabile rallentamento della crescita e il conseguente boom della disoccupazione: servirà a qualcosa emettere titoli a breve scadenza per provare ad alleviare la pressione sulle imprese e rilanciare lo sviluppo? Stando a vedere i risultati di Nasdaq e Dow Jones parrebbe se non utopico quanto meno poco probabile. E si sa, il mondo economico del 2011 si basa solo su aspettative e concetti aleatori...

Accesso utente

Contenuti più visti