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Piazza Affari in rosso dopo lunedì nero, e rischia il crollo

MILANO - Dopo il lunedì nero, che ha visto Piazza Affari la peggiore piazza d'Europa con un calo di quasi il 4% e che l'ha vista bruciare 15 miliardi di capitalizzazione in una sola giornata di contrattazioni, anche oggi Milano è la piazza più sofferente in Europa: sono sotto attacco soprattutto i titoli bancari e assicurativi, che pagano il rischio d'insolvibilità che aleggia sul paese Italia e sui giudizi negativi che da più parti sono arrivati riguardo alla manovra economica approvata da poco.

MILANO - Dopo il lunedì nero, che ha visto Piazza Affari la peggiore piazza d'Europa con un calo di quasi il 4% e che l'ha vista bruciare 15 miliardi di capitalizzazione in una sola giornata di contrattazioni, anche oggi Milano è la piazza più sofferente in Europa: sono sotto attacco soprattutto i titoli bancari e assicurativi, che pagano il rischio d'insolvibilità che aleggia sul paese Italia e sui giudizi negativi che da più parti sono arrivati riguardo alla manovra economica approvata da poco. L'attacco speculativo è violento, e a nulla sono valsi i tentativi (molto tardivi) di regolare le cosiddette vendite allo scoperto.

Oggi, alle 16 e 30, il Ministro delle Finanze Tremonti ha convocato il "Comitato per la stabilità finanziaria" composto dai quadri di Consob, Isvap e Bankitalia. Non si sa che cosa potrà essere deciso ma certamente la situazione è di una gravità assoluta: lo spread tra i Btp (titoli di stato italiani) e i Bund tedeschi ha toccato il picco dei 384 punti base. Questo livello non si raggiungeva dal 1999, cioè dal periodo pre-euro, tanto per essere chiari.

Interessante il commento di un operatore inglese del mercato obbligazionario: "Oramai la differenza tra i titoli di stato italiani e quelli spagnoli è appena di 10/15 punti base, e potrebbe presto tornare favorevole a Madrid. Zapatero lascia, ma ha fatto molte riforme strutturali. L'Italia invece è un paese immobile da un decennio, e anche questa scelta della politica di lavorare ad agosto dopo aver fatto niente per anni, qui a Londra è oggetto di ironia". E come dargli torto?

Il cambiamento di rotta del bastimento Italia questa volta deve essere deciso e non lasciare spazio ad ulteriori tentennamenti, altrimenti il bastimento affonderà, e noi con lui. Inutile dire, infine, che la cosa migliore sarebbe rinnovare in toto una classe politica che si è rivelata incapace di prevedere e gestire la situazione, inetta nella sottovalutazione dei rischi e che ora non ha alcuna possibilità (almeno così sembra) di porre rimedio. Tenetevi pronti! 

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