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Processo Scazzi: mamma Concetta: Che schifo le bugie di Valentina

Valentina Misseri non è stata tenera nel ricordare la cugina assassinata, la quindicenne scomparsa il 26 agosto del 2010 e trovata morta dopo 42 giorni in un pozzo nelle campagne di Avetrana. Mamma Concetta dice di essere "schifata" per le bugie udite in aula.

Processo Scazzi: mamma Concetta: Che schifo le bugie di Valentina

TARANTO - «Me ne vado schifata per le tante falsità dette da una donna bugiarda e bugiarda», Concetta Serrano Spagnolo, mamma di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana trovata uccisa il 6 ottobre del 2010 dopo 42 giorni di scomparsa, ha lasciato il tribunale di Taranto oggi con il fuoco nel cuore. Per due motivi. Aveva visto per la prima volta in aula come avevano ridotto il corpo della figlia Sarah Scazzi gettata nel pozzo in contrada Mosca; e poi perché aveva ascoltato le parole non certo cordiali della nipote Valentina Misseri che ha testimoniato di fronte alla Corte d’assise nella diciannovesima udienza del processo che vede alla sbarra Cosima Serrano e Sabrina Misseri, mamma e figlia rispettivamente zia e cugina della giovane vittima. Quella di Valentina, primogenita di casa Misseri che vive a Roma con il marito, è stata una difesa a tutto campo della sorella e della madre alla sbarra. «Ad uccidere Sarah è stato mio padre perché me lo ha detto lui quando sono andata a trovarlo in carcere», ha detto ai pubblici ministeri Mariano Buccoliero e Pietro Argentino che la interrogavano. «Papà è stato sempre un gran bugiardo, ma lo credo quando dice che è stato lui a commettere l’omicidio anche perché mia sorella Sabrina non dice mai le bugie», ha continuato Valentina mentre il padre, seduto a qualche metro di distanza, piangeva a dirotto. Michele Misseri, come si sa, continua a sostenere la sua colpevolezza, non creduto dai magistrati, nel tentativo di ritornare in carcere e liberare la moglie e la figlia che sono invece dietro le sbarre. La sorella dell’imputata ha poi descritto Sarah Scazzi con parole che non hanno fatto piacere alla memoria della cugina morta: «mia sorella Sabrina – ha detto - rimproverava la piccina perché bestemmiava sempre, si vestiva e si truccava come una donna di strada e poi perché si strusciava con tutti i ragazzi, non solo con Ivano». Sono state queste parole che hanno fatto arrabbiare mamma Concetta che per la prima volta oggi è riuscita a vedere le immagini del corpo martoriato della figlia. A mostrarle in aula è stato il medico legale perito della procura, Luigi Strada che ha confermato l’arma con cui è stata uccisa Sarah. «Dopo un primo periodo di indecisioni per quello che ci raccontava Michele Misseri – ha detto l’esperto – ci siamo definitivamente convinti che l’arma del delitto sia stata una cinta e non una corda come sostiene invece il signor Misseri».

La prevista testimonianza di Vanessa Cerra che doveva raccontare il presunto sogno del fioraio Giovanni Buccolieri, suo ex datore di lavoro, è stata annullata con l’accordo delle parti che hanno deciso di acquisire il contenuto della precedente rogatoria sulla teste già sentita dagli inquirenti in Germania, dove vive tutt’ora, qualche mese prima che chiudessero le indagini. Prossima udienza martedì con l’ascolto di altri undici testimoni della pubblica accusa. 

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