MILANO - L’amministrazione di centrosinistra che guida Sesto San Giovanni ha ottenuto un finanziamento record di 192mila euro per costruire un muro lungo 500 metri e alto quasi tre per impedire ai nomadi di tornare ad accamparsi lungo la ferrovia. Via Luini, zona nord di Sesto, al confine con Monza e Cinisello, è da tempo terra di nessuno. I rom, anche se non c’è acqua né corrente elettrica, l’hanno scelta come ultimo riparo, trasformando il territorio attorno in una discarica a cielo aperto. I cittadini protestano da mesi e chiedono lo sgombero. Ci sono state fiaccolate e affollate assemblee. Ma gli zingari, nonostante i continui sgomberi, continuano a tornare. Comincerà il 7 giugno il cantiere per la costruzione del muro, con sovrastante cancellata, che cingeranno 18mila metri quadrati di zona demaniale lungo i binari. Una vasta area dismessa vicina all’ex Falck, un luogo dove i nomadi si sono rifugiati per anni fino alla morte di un ragazzino di 13 anni, nel settembre 2008, bruciato vivo in un incendio.«È anche per evitare che simili tragedie si ripetano che abbiamo deciso di costruire questa cancellata», spiega il sindaco Giorgio Oldrini, democratico, che sui rom ha sempre avuto una posizione netta.