Il 25 luglio del 1995 il Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia incriminava il leader politico dei serbo-bosniaci Radovan Karadzic ed il loro comandante militare Ratko Mladic per i più gravi crimini di guerra compiuti durante la guerra di Bosnia. Quindici anni dopo, mentre Karadzic è stato arrestato ed è sotto processo all'Aja, Mladic è tutt'ora latitante e ben lontano dalle celle del carcere internazionale di Scheveningen. Il procuratore generale serbo per i crimini di guerra, Vladimir Vukcevic, ha ribadito in questi giorni che la ricerca di Mladic continua nonostante la richiesta della famiglia di dichiararlo morto. Il procuratore serbo ha sottolineato che si stanno verificando tutte le informazioni relative al luogo dove potrebbe trovarsi l'ex generale e ha ricordato che il procuratore generale del Tribunale internazionale, Serge Brammertz nel suo ultimo rapporto sulla collaborazione della Serbia, aveva affermato chiaramente che Mladic è vivo. Vukcevic ha aggiunto che trovare e arrestare gli ultimi due super ricercati (oltre a Mladic c'è anche l'ex comandante serbo-croato Goran Hadzic) è nell'interesse non solo della Serbia ma dell'intera regione balcanica.