Il Re di Spagna a caccia di elefanti, WWF lo licenzia
Nel mese di aprile Juan Carlos di Borbone finì nell'occhio del ciclone per una inappropriata battuta di caccia all'elefante. Il sovrano, presidente onorario del WWF, è stato rimosso dall'organizzazione per incompatibilità
Chi è causa del suo mal pianga se stesso, recita un antico proverbio quanto mai azzeccato per commentare il siluramento - ad amplissima maggioranza - di Re Juan Carlos di Spagna dalla presidenza onoraria del WWF. Il discusso monarca, da sempre aspramente criticato per i suoi comportamenti poco attinenti alla nobile carica che ricopre, nel mese di aprile si rese infatti protagonista di un costosissimo safari a caccia di elefanti nel Botswana (Africa), un evento che fece indignare il popolo spagnolo – alle prese con una crisi economica devastante – e sobbalzare gli oltre 30 mila iscritti del WWF Spagna, di cui Re Juan Carlos fu presidente effettivo dal 1968 al 1975 ed onorario fino ad oggi. Con 226 voti favorevoli ed appena 13 contrari, i membri del World Wide Fund For Nature (in origine World Wildlife Fund, WWF) riunitisi in assemblea hanno deciso di rimuoverlo dalla carica: “Anche se si tratta di un tipo di caccia legale e regolata – sottolinea il portavoce dell'organizzazione - si tratta di un'attività incompatibile, secondo la maggior parte dei soci, con la presidenza onoraria di una realtà internazionale come la nostra, che difende la natura e lotta per la salvaguardia delle specie in via d'estinzione”. Del resto l'elefante africano (Loxodonta africana – Blumenbach 1797) è un animale inserito con codice VU (vulnerabile) nella Lista Rossa IUCN e si stima che possa estinguersi in diverse aree dell'Africa in questo secolo, soprattutto a causa dei bracconieri per il commercio dell'avorio. Il Botswana è uno dei pochissimi stati che ne permette ancora la caccia ad un numero limitato di esemplari, ma i costi di questo “passatempo” per ricchi insensibili variano dai 10 mila ai 30 euro. Nonostante le scuse ufficiali di Re Juan Carlos dopo il safari, venuto alla luce probabilmente solo grazie all'incidente all'anca occorso al monarca ed alla foto diffusa, l'organizzazione ambientalista ha comunque approvato la rimozione dalla carica, decisione che ha suscitato apprezzamenti trasversali di tutte le organizzazioni ambientaliste.

