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Recessione, consumi fermi in 17 regioni

I consumi a livello pro capite sono deboli, anche a causa della contrazione della spesa rilevata nel biennio 2008-2009, e non fanno ben sperare riguardo ad un'uscita prossima dal tunnel della crisi.

calo dei consumi

I consumi a livello pro capite sono deboli, anche a causa della contrazione della spesa rilevata nel biennio 2008-2009, e non fanno ben sperare riguardo ad un'uscita prossima dal tunnel della crisi. Non sono rosse le prospettive per il nostro paese che in 17 regioni su 20 registra un calo con punte di ritardo soprattutto nel Sud e si rischia, alla fine del 2011, di registrare consumi inferiori a quelli rilevati nel 2000. Nel 2010 solo le regioni nel nord-est hanno recuperato i livelli di consumo antecedenti alla crisi, ma nel Mezzogiorno il calo è stimato intorno al 3,5%, con la Calabria in fondo alla classifica (- 4,2%). La Confcommercio, che ha stilato questo rapporto, sottolinea che nel Sud il calo dei consumi è anche dovuto a un sensibile calo demografico dell'area che ha perso il 2% della popolazione nel solo 2011. Non ci si aspetta dunque di vedere la luce in fondo al tunnel, non in tempi brevi almeno, tenuto conto che le tasse che colpiranno gli Italiani in seguito all'anticipazione della finanziaria avranno un effetto ancor più depressivo sulle spese. Il rischio è quello di creare un circolo vizioso che in parte esiste già: il calo dei consumi frena lo sviluppo con un conseguente abbassamento della fiducia dei mercati nel nostro Paese. Questo a sua volta genererà chiusure di aziende, licenziamenti e pauperismo generalizzato con i consumi che caleranno drasticamente causando una nuova frenata. Per supplire a questo stato di cose si dovrà intervenire con manovre intermedie che aggiungeranno un peso sulle spalle dei cittadini. E il cerchi ricomincia.

 

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