REGGIO CALABRIA - Il procuratore generale della Corte d'Appello di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, è stato vittima del sabotaggio della sua auto, a cui erano stati svitati i bulloni di una ruota. "Non mi ritengo più al sicuro, mi sento un uomo accerchiato. Tutte le circostanze mi portano a non essere una persona tranquilla". Il primo segnale era arrivato nella notte tra il 2 e il 3 gennaio scorso, in cui era stata fatta esplodere una bomba di fronte alla porta del suo ufficio. L'ultimo è arrivato ieri: in un articolo del Sole24Ore si legge che la macchina del Dott. Di Landro ha perso una ruota mentre era in movimento: il procuratore, per fortuna, non era in dentro l'abitacolo, e l'autista stava procedendo a bassa velocità, altrimenti avrebbe potuto scapparci la tragedia. Secondo Di Landro sarebbero le vicende collegate al "processo Rende", gli elementi di indagine del "nuovo corso" della Procura che darebbero tanto fastidio alla 'Ndrangheta.