Riflessioni di attualità sulla politica italiana
In questi giorni c’è un gran parlare sui comportamenti non proprio regolari da parte di alcuni politici e sui costi della politica in genere.
In questi giorni c’è un gran parlare sui comportamenti non proprio regolari da parte di alcuni politici e sui costi della politica in genere. Il fatto è che questa crisi ci ha sfiancato ed ora che noi persone normali non riusciamo ad arrivare tranquillamente a fine mese chiediamo spiegazioni a chi ce ne deve dare e gli contiamo i capelli in testa e non essendo giustamente più disposti e tollerare comportamenti collusi e che ledono la società. Il non avere avuto negli anni comportamenti coretti e lungimiranti da parte della classe politica è stata certamente una causa di cattiva gestione del sociale, e quindi di cattiva crescita della salute dell’Italia e quindi di noi tutti. Attualmente i partiti hanno il consenso al minimo storico. Chissà se si chiedono il perché? Prima di tutto bisogna rispondere al perché si è arrivati ad un governo tecnico di emergenza. La colpa non è certo del Governo tecnico, ma della inerzia del governo precedente, della incapacità di dialogo e della immaturità di tutta la classe politica, del muro contro muro, della miopia ed ottusità politica ed economica dei governi precedenti, dell’incapacità della politica di risolvere la crisi, e del clima esasperato di astio politico che si era creato. Se si capiscono questi fattori si capisce anche dove ha sbagliato la politica. Nella non programmazione del benessere sociale a lunga scadenza di un Paese, e nel dialogo politico impostato con astio. La diversità tra i partiti è giusta e fondamentale in democrazia. Ma essere diversi non vuole dire necessariamente essere avversari. Si può benissimo collaborare, purché alla base ci sia sempre il rispetto (utopia politica pura).
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