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Riscaldamento globale: invasione di batteri tossici

Secondo studi condotti dall'Università Autonoma di Madrid e dalla Fondazione IMEDEA Agua il proliferare di cianobatteri potrebbe trasformarsi in un serio problema per la salute pubblica

Riscaldamento globale: invasione di batteri tossici

I fattori antropici come l'industrializzazione ed il conseguente inquinamento, provocato ad esempio dalle emissioni di anidride carbonica, giocano un ruolo cruciale nel cosiddetto Riscaldamento globale (Global warming), l'aumento medio delle temperature atmosferiche che un tempo era interessato solo da fluttuazioni di tipo naturale. In base ad alcuni studi questo preoccupante fenomeno potrebbe in futuro favorire scenari apocalittici, con città completamente sommerse (New York e Venezia gli esempi più pubblicizzati) a causa dell'innalzamento dei mari come conseguenza della fusione dei ghiacciai dei poli. Negli ultimi decenni, sempre a causa dell'aumento delle temperature, è stato registrato un incremento sensibile delle popolazioni di cianobatteri, antichissimi organismi fotosintetici unicellulari - comunemente confusi con le alghe azzurre e verdi - che vivono sulla Terra da almeno 3,3 miliardi di anni. Questi batteri proliferano nei bacini d'acqua, nei laghi e negli stagni formando quella curiosa “melma verde” particolarmente densa e diffusa nei mesi più caldi dell'anno. “I cianobatteri adorano l'acqua calda – ha sottolineato a Water Research il ricercatore di IMEDEA Agua El-Rehab Shehawy -, l'aumento sensibile delle temperature di questo secolo ne favorisce la crescita e potrebbe stimolare soprattutto un'esplosione demografica delle varianti tossiche, con la produzione di tossine ancora più potenti”. Gli fa eco la dottoressa Francisca F. del Campo, ricercatrice presso l'Università Autonoma di Madrid: “le tossine dei cianobatteri possono influenzare il fegato ed altri organi (epatotossine), il sistema nervoso (neurotossine), diverse tipologie di cellule (citotossine), provocare disturbi alla vista, dermatiti e numerose allergie”. “Abbiamo il sospetto – prosegue la studiosa - che queste tossine possano essere la causa scatenante di alcune patologie gastrointestinali ed altre malattie, ma sono necessari ulteriori analisi epidemiologiche per averne la conferma”. In Spagna, nel florido Parco Nazionale di Doñana, l'elevata mortalità della fauna selvatica è stata già messa in correlazione con l'aumento consistente dei cianobatteri, ora la preoccupazione si è spostata sulla salute umana. Secondo i ricercatori un boom di questi batteri tossici, in parte già in atto, potrebbe avere gravi conseguenze negative anche sulle fonti di acqua potabile e su questioni economiche, danneggiando settori come il turismo ed il trasporto. Si attendono ulteriori studi da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per valutare tutti i rischi e l'effettiva portata di questo preoccupante fenomeno.

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