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Ritorna l'incubo "legge bavaglio". Il web si mobilita

Emergenza scandalo per la maggioranza che deve correre ai ripari quanto prima bloccando la possibilità di pubblicare le intercettazioni telefoniche in mano ai giudici ed ai magistrati.

legge bavaglio

Emergenza scandalo per la maggioranza che deve correre ai ripari quanto prima bloccando la possibilità di pubblicare le intercettazioni telefoniche in mano ai giudici ed ai magistrati.

Occorre frenare quanto prima l'assalto mediatico della stampa, la gente non deve leggere, non deve conoscere i progetti dei potenti che ci celano dietro ai più noti volti dei politici. Ed ora si mobilitano Letta, Berlusconi, Alfano e Ghedini cercando in tutti i modi la strada migliore per vietare le pubblicazioni. Ci sono dentro Santanchè, Prestigiacomo, Frattini, Papa, quindi l'interesse è generale.

Si pensa anche di riesumare il ddl Mastella, voluto anche dall'allora maggioranza di centro-sinistra, magari mutandolo in un più ad hoc decreto Bisignani o legge Bisignani approvata a colpi di maggioranza e soprattutto in tempi rapidi.

Ne frattempo la rete si mobilita, ed ecco la campagna di Repubblica "Voglio essere informato" che propone ai lettori di stampare, incollare e condividere un post-it sul proprio sito, profilo facebook o twitter. Il 1° luglio del 2010 potevamo leggere in rete questo "il web si è scatenato ed ha annunciato una rivolta virtual-popolare per la quale si è mobilitato il circuito delle micro web tv e delle web radio, dei blog e dei social network, con lo scopo di dar vita ad una vera e propria maratona web a “Rete unificata” contro la legge bavaglio".
Dopo un anno siamo ritornati al punto di partenza.

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