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Rivolta nel carcere di Ancona

ANCONA - E' scoppiata la notte scorsa, nel carcere di Montacuto, una rivolta guidata da una ventina di detentuti.

ANCONA - E' scoppiata la notte scorsa, nel carcere di Montacuto, una rivolta guidata da una ventina di detentuti. La notizia è stata data dal Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) soltanto nel pomeriggio di oggi, una volta tornata la calma. Secondo quanto riportato dalla redazione marchigiana della Rai, i tumulti sono iniziati quando alcuni detentuti hanno dato fuoco a delle lenzuola, portando scompiglio all'interno del centro di detenzione. Successivamente, sono state date alle fiamme anche alcune celle e i detenuti coinvolti si sono barricati all'interno di un'altra cella, minacciando il personale di polizia con delle lamette. Aldo Di Giacomo, segretario del Sappe, ha reso noto che non ci sarebbero feriti, nè tra i detenuti nè tra le forze dell'ordine. Lo stesso Di Giacomo riferisce che la miccia della protesta sarebbe stata accesa dalla mancanza di riscaldamento, ma che, nei fatti, rappresenta l'apice della tensione all'interno di un carcere gravato pesantemente dal sovraffollamento. La misura è stata colma ed è partita la rivolta non appena ce n'è stata l'occasione. Il sovraffollamento della carceri italiane è da tempo un problema al centro dell'attenzione di alcune forze politiche, Radicali in primis. Ed è stato richiamato con forza, a inizio ottobre, anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La crisi ha, per ovvie ragioni, rimandato ulteriormente la discussione di un provvedimento che affronti con decisione un tema dai forti contenuti di civiltà. Questa rivolta, tuttavia, ricorda che la questione è sempre più urgente e, di conseguenza, sempre meno prorogabile.

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