Inviato da il

Sbarcati seicento profughi a Civitavecchia

ROMA- La difficile questione degli immigrati nordafricani sbarcati in Italia nelle ultime settimane non accenna a placarsi, nonostante L'Europa e il governo italiano stiano, fra i problemi e le prevedibili polemiche di turno, cercando di adoperarsi al fine di trovare validi compromessi fra le Regioni e gli esuli giunti da Tunisia, Libia e Marocco.

ROMA- La difficile questione degli immigrati nordafricani sbarcati in Italia nelle ultime settimane non accenna a placarsi, nonostante L'Europa e il governo italiano stiano, fra i problemi e le prevedibili polemiche di turno, cercando di adoperarsi al fine di trovare validi compromessi fra le Regioni e gli esuli giunti da Tunisia, Libia e Marocco. All'indomani infatti del necessario accordo sottoscritto a Tunisi da il ministro degli Esteri Maroni, contenente insieme al rimpatrio, la possibilità di concedere un permesso di soggiorno breve per i tunisini o lo status di rifugiati per i libici, anche il Lazio si è ritrovato giustamente impegnato a smistare le circa 1040 persone provenienti dall’isola di Lampedusa con il traghetto della Tirrenia “Clodia”. Nella caserma dell’Esercito De Carolis a Civitavecchia verranno alloggiate circa 680 persone, con termine ancora da definirsi, mentre, per le restanti 460 persone si sta palesando una ricollocazione nei centri della Campania o della Toscana. Altre destinazioni finora ipotizzate sono Campobasso e Livorno. All'arrivo dei profughi nella caserma i messaggi di solidarietà provenienti da alcune associazioni umanitarie hanno prevalso sulle parole di contrarietà e disappunto pronunciate prevedibilmente dai residenti del posto alle quali ha risposto anche il sindaco stesso di Civitavecchia descrivendo con accuratezza e per sedare gli animi, la task force messa in atto congiuntamente alla Prefettura, per mantenere alto e ben vigile il livello di sicurezza della cittadina laziale. Sul timore di un possibile trasferimento di alcuni profughi verso la Capitale invece si è prontamente pronunciato il sindaco di Roma Alemanno, il quale ha garantito nuovamente che Roma non sarà meta, in base all'impegno preso dal governo, di alcun "esodo" di immigrati clandestini o irregolari. Proprio in queste ore a Civitavecchia dovrebbe essere arrivata anche la Presidente della Regione Renata Polverini che, auspicando con veemenza la sistemazione degli oltre 400 e più profughi che non hanno trovato ristoro a Civitavecchia verso destinazioni più a nord del Lazio, ha ribato l'impegno completo della Regione a garantire la sicurezza di tutti i territori regionali al fine di non far gravare il problema immigrazione sui residenti capitolini e non. La Polverini ha inoltre ribadito che la Regione si impegnerà nell'accoglienza organizzata per i profughi, ma pur sempre nel rispetto dell'articolo 20 che stabilisce e regola il ricongiungimento familiare degli immigrati. La distribuzione degli immigrati su territorio nazionale appare però ancora molto confusa e piuttosto squilibrata considerando che il Nord finora ha concesso una scarsa ospitalità agli esuli, mentre il Sud (soprattutto il centro d'accoglienza di Manduria in Puglia ed altri centri in Molise e Basilicata) straripa di profughi regolari e clandestini fra la disorganizzazione delle istituizioni nazionali e locali, le mediocri condizioni di vita degli stessi accolti e il disappunto feroce dei cittadini dei territori limitrofi.

Accesso utente

Contenuti più visti