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Sciopero tir: i camionisti solidali coi Forconi

L'ITALIA S'È DESTA - Il patto sociale esiste, è quello stretto tra le molteplici parti sociali per fronteggiare la crisi economica.

Tir

L'ITALIA S'È DESTA - Il patto sociale esiste, è quello stretto tra le molteplici parti sociali per fronteggiare la crisi economica. Non stiamo parlando dei consueti istituti di rappresentanza, quali sindacati partiti e altre cosche del genere, bensì di cittadinanza attiva che senza bandiere politiche si riunisce cercando di boicottare il traffico mercantile italiano. Continua pertanto l'opera di oscuramento portata avanti dalla stampa nostrana, asservita alle lobby economiche, che, non potendo evitare di pubblicare la notizia, cerca di minimizzarla. Lo stesso fa il governo che, tramite Mario Monti intervistato dalla giornalista Annunziata sulla terza rete, sminuisce l'entità della mobilitazione ormai endemica definendola "una semplice protesta". L'intento dell'estabishment appare a questo punto chiaro: impedire che il contagio si diffonda provocando ulteriori blocchi stradali lungo lo stivale. Tuttavia gli aggiornamenti ci dicono che nell'intera penisola si stanno organizzando posti di blocco che impediscono il transito dei tir, qualora gli autisti non avessero già deciso di fermarsi autonomamente. La categoria aveva infatti indetto uno sciopero per la giornata odierna, galvanizzata per quanto stava e sta accadendo ancora in Sicilia.

 

IL CONSENSO CHE MANCA AI POLITICI - Nasce spontanea una riflessione: rispetto ad altre manifestazioni più elitarie quella attuale gode della solidarietà dei cittadini che, incontrando gli attivisti, li incoraggiano a continuare unendosi talvolta a loro. Il fatto che questo movimento non abbia appartenenza politica rende difficile per la stampa di regime la demonizzazione dello stesso. Ci hanno provato, s'intenda, ma con scarso successo: sono stati additati come mafiosi, fascisti e forse anche come membri del Ku Klux Klan, ma loro imperterriti non hanno mollato, rivelandosi autentici ambasciatori della più genuina indignazione popolare. Purtroppo in simili occasioni viene spesso azionata l'infamante macchina del fango, la cui principale funzione è quella di criminalizzare il dissenso. Solitamente infatti i governi occidentali, prima di cedere alle richieste del popolo, cercano di screditare i movimenti reazionari infiltrando al loro interno agenti di polizia che fomentino la violenza. Questa brillante tattica descritta minuziosamente dal defunto Francesco Cossiga, politico di spicco della prima repubblica, è stata spesso utilizzata per giustificare gli interventi repressivi delle forze dell'ordine. Non ci resta che vedere se anche questo governo è avvezzo a questa pratica ignobile.

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