Separazioni e divorzi, Istat: su 1000 matrimoni, metà finiscono
Numeri esorbitanti per quanto riguarda l'aumento di separazioni e divorzi in Italia, nel 2012 le difficoltà non sembrano diminuire.
C'è chi dice che i matrimoni stanno ritornando di moda, per quanto riguarda stile, look, organizzazione e chi ritiene giusto anche evidenziare uno dei problemi più gravi della nostra società: l'aumento a dismisura di separazioni e divorzi. Le famiglie italiane risultano essere preda sempre di più della crisi generale che avanza, e il fenomeno che studia l'ISTAT è sempre in continua crescita. Secondo le statistiche, in Italia circa il 30% dei matrimoni termina in separazioni:
-Nel 1995, ogni mille matrimoni si registravano 158 separazioni e divorzi;
-Nel 2010, il tasso è salito a 307 separazioni e 182 divorzi che nell'85% dei casi sono consesuali.
La durata del matrimonio si è abbassata ad un massimo di 15 anni.
Solitamente le coppie che risultano essere quelle più inclini a una separazione o a un divorzio, sono persone intorno ai 40-45 anni, rimaste sposate in media dai 15 ai 18 anni o persone in pensione che si stancano della classica vita monotona. Questi valori sono aumentati negli anni sia per una drastica diminuzione delle separazioni sotto i trenta anni, in gran parte effetto di una posticipazione delle nozze in età più matura, sia per aumento delle separazioni con almeno uno sposo ultrasessantenne. Sono diversi i motivi che fanno da sfondo al processo di diversificazione delle tipologie familiari in Italia, ad esempio:
-La diminuzione dei tassi di nuzialità
-Tendenza alla posticipazione delle nozze in età più matura
-Scarsa natalità, infatti l'Italia è uno dei paesi con il più basso tasso di fecondità totale e uno di quelli con più nascite fuori dal matrimonio
-L'emancipazione femminile, collocando le donne anche al di fuori della situazione familiare
-La crescita di una mentalità maggiormente individualistica rispetto al passato.
Sono questi i dati che riguardano la nostra società in modo preciso, e notevoli sono anche gli effetti che la chiusura di un matrimonio arreca sul piano demografico ma soprattutto sui percorsi di vita dei soggetti interessati, in particolar modo per quanto riguarda i figli.

