Shoya Tomizawa è morto oggi a Misano Adriatico, correndo dietro alla sua passione più grande. Prima di lui, la settimana scorsa, era toccato al tredicenne Peter Lenz spegnersi sull'asfalto del circuito di Indianapolis. Sette anni fa fu la volta di Dajiro Kato. Come loro, molti altri nella storia del motociclismo. E' naturale il silenzio, ora, lo sbigottimento che accompagna la tragicità di simili notizie. Altrettanto naturale è la rabbia che si prova di fronte alla morte di giovani ragazzi sorridenti e appassionati. Può l'adrenalina che si sprigiona correndo in moto giustificare un rischio tanto alto? La sicurezza in pista è andata aumentando negli ultimi anni, le misure di sicurezza sono alte, i piloti coinvolti direttamente nella gestione delle piste sicure. Eppure il fato ha avuto la meglio, la morte è salita accanto a un ragazzo giapponese di vent'anni e gli ha impedito di concludere la gara, quella più importante, lasciandolo a terra mentre la vita svaniva.

ultimo aggiornamento: 10/02/2012 - 17:15
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