Siena, per due mesi in mostra i mosaici pavimentali del Duomo
l pavimento del duomo di Siena, una vera e propria meraviglia nascosta, sarà svelata agli occhi dei visitari per un periodo di tempo limitato, tra il 18 agosto e il 24 ottobre. Un’occasione unica per ammirare un capolavoro che rimane solitamente riparato da lastre protettive.
Quando si parla del duomo di Siena viene solitamente da pensare al suo campanile, alla sua facciata in stile romanico-gotico, alla sua cupola. Eppure c’è un capolavoro che pochi conoscono o hanno visto perché viene letteralmente “calpestato” dai milioni di visitatori che ogni anno accorrono da tutto il mondo per ammirare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, uno dei più grandi monumenti dell’arte italiana. Stiamo parlando del suo pavimento. Ricoperto da lastre di faesite per proteggerlo dal calpestio di turisti e fedeli, verrà svelato eccezionalmente per un periodo di tempo ridotto (solo due mesi, dal 18 agosto al 24 ottobre).
Si tratta di un tappeto composto da 56 tarsie marmoree realizzate da più di quaranti artisti diversi in un lungo arco di tempo che va dal Trecento all’Ottocento. Sono soprattutto artisti senesi, come il Sassetta, Domenico di Bartolo, Matteo di Giovanni, Domenico Beccafumi. Unica eccezione, l’umbro Pinturicchio che ritrasse in una delle tarsie il Monte della Sapienza. Il motivo conduttore che lega i 56 commessi marmorei è la Rivelazione attraverso la Scrittura, realizzato attraverso immagine tratte dall'iconografia pagana e dal mondo cristiano. Un tema in parte alterato sia per esigenze di celebrazione cittadina sia per la lunga storia esecutiva che ha caratterizzato l’opera.
Attraverso un percorso guidato, il pubblico potrà ammirare le tarsie nell'esagono sotto la cupola, lo spazio vicino all'altare, i riquadri del transetto fino all'abside.
“Il più bello, grande e magnifico pavimento che mai fusse stato fatto” lo definì Giorgio Vasari. Un’occasione da non perdere, dunque. Per una volta, infatti, avremo la possibilità di ammirare una splendida opera d’arte sotto i nostri piedi.

