Su Facebook gruppo schock: "1,100,1000 Carlo Giuliani"
PADOVA - La libertà di espressione è una grande conquista della democrazia, ma delle volte può essere usata in maniera inappropriata.
PADOVA - La libertà di espressione è una grande conquista della democrazia, ma delle volte può essere usata in maniera inappropriata. Su internet e in particolare su Facebook, poi, la libertà di esprimere le proprie idee raggiunge forse il livello più alto. Ma anche la stupidità della gente, purtroppo, non scherza affatto.
Gruppo - Così, mentre da una parte si cerca di tenere vivo il ricordo di un ragazzo che ha perso ingiustamente la vita a Genova il 20 luglio del 2011 a soli 23 anni, dall'altra si cerca di demonizzare questo ragazzo e tutti coloro che, come lui, in quei giorni hanno trasformato la città di Genova in un grande teatro di protesta. Stiamo parlando di Carlo Giuliani, naturalmente. A distanza di dieci anni da quei tragici giorni del G8, ancora non si capisce bene cosa sia successo veramente. Una cosa però è certa: ci si augura che a nessuno il destino riservi ciò che è toccato a Carlo. Non devono però pensarla così coloro i quali su Facebook hanno creato o aderito al gruppo "1 100 1000 Carlo Giuliani". Dire che si tratta di una provocazione è troppo semplice. Dire che si prova indignazione è il minimo. Dire che si tratta di stupidi è una cosa automatica.
Basta - E' ora di "crescere" tutti quanti e di smetterla con queste assurde ed inutili divisioni. Non vogliamo altri Carlo Giuliani, non vogliamo altre Nassiriya, non vogliamo più morti inutili. I nostri eroi, di destra e di sinistra, li vogliamo vivi, che combattono per le proprie idee, che difendono i propri ideali senza per questo dover morire. E' chiedere troppo?
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