ROSSANO CALABRO - In Italia è ancora tragica l’emergenza nelle carceri e il caldo in arrivo non farà altro che aggravare la situazione. Si è arrivati a quota 67.593 persone detenute nelle nostre patrie galere a fronte di poco più di 43.000 posti. Lo scorso 18 maggio il ministro della giustizia Alfano è intervenuto alla festa della polizia penitenziaria: “E occorre anche oggi ricordare che la costituzione ci chiama ad operare tenendo sempre a riferimento il senso di umanità della detenzione, ma il dovere della verità ci impone di dire che la tutela della dignità del detenuto, così come quella dell’agente di polizia penitenziaria che sovra intende all’esecuzione della pena, passa in primo luogo per la soluzione del problema del sovraffollamento carcerario. Eraldo de Magro, 57 anni originario di Cosenza, caduto in depressione e suicidatosi lo scorso 6 maggio. Il 22° suicidio nelle patrie galere avvenuto nel 2010. L’ennesima vittima del sovraffollamento incostituzionale. "In una condizione normale ci sarebbe stata una segnalazione dell’agente al comandante, dal comandante al direttore e l’intervento di un presidio psicologico … Non mangiava neanche più". Questo, ovviamente, poteva avvenire se ci si fosse trovati in una situazione “normale”, una situazione cioè non di sovraffollamento e di organico di polizia penitenziaria insufficiente nella quale invece versano tutte le carceri italiane. Anche in Calabria il problema esiste. Parla Concetta, la moglie di Ciro Leo, condannato all’ergastolo e detenuto nel carcere di Rossano Calabro. Qui è arrivato con una punizione di sei mesi di isolamento e ora è affetto da depressione: “è diventato un vegetale, non parla più”. Al colloquio “malnutrito, sporco, un barbone”, spiega ancora Concetta, “Ciro non ha parlato proprio … soffre molto”. Condizioni, anche in Calabria, disumane in cui la persona smette di essere considerata tale, diventa un numero. Forse sarebbe un bene intervenire subito con uno psicologo e, magari, in attesa di qualche serio provvedimento che affronti davvero il problema del sovraffollamento, istituire, anche per la Calabria, la figura del garante dei detenuti. Magari prima che si arrivi a quota 23.