Si è spenta a Roma all'età di 96 anni Suso Cecchi D'Amico. Collaborò con i più importanti registi del cinema italiano, Da Visconti ad Antonioni, da Rosi a Monicelli. Figlia dello scrittore Emilio, Giovanna Cecchi era nata a Roma nel 1914. Esordì come giornalista e subito decise di aggiungere alla sua firma il cognome materno, come da tradizione teatrale. La sua firma, con il nomignolo familiare "Suso", compare per la prima volta al cinema con il film di Renato Castellani 'Mio figlio professore' nel 1946. Debutta nella scrittura cinematografica con “Mio figlio professore" (1946) di Renato Castellani. Collabora con Tellini e Luigi Zampa a “Vivere in pace" (1947) e “L'onorevole Angelina" (1947). Insieme a Cesare Zavattini, dà vita ad alcune delle opere più significative del neorealismo, da “Ladri di biciclette" (1948) a “Miracolo a Milano" (1951). Da qui l'inizio di un percorso straordinario, che porterà il suo nome accanto a quello dei più prestigiosi registi di casa nostra: Michelangelo Antonioni (“I vinti", 1952; “La signora senza camelie", 1953; “Le amiche", 1955), Francesco Rosi (“La sfida", 1958; “I magliari", 1959; “Salvatore Giuliano", 1962), Alessandro Blasetti (“Tempi nostri", 1954; “Peccato che sia una canaglia", 1954), Renato Castellani (“Nella città l'inferno", 1958). E', tuttavia, il sodalizio con Luchino Visconti a caratterizzare maggiormente la sua opera: a cominciare da “Bellissima" (1951), Suso firma tutti i titoli del regista milanese. E' anche con Franco Zeffirelli per “La bisbetica domata" (1967), “Fratello sole, sorella luna" (1972) e “Gesù di Nazareth" (1977); con Citto Maselli per “Gli indifferenti" (1964): con Luigi Comencini per “Le avventure di Pinocchio" (1972); con Nikita Mikhalkov per “Oci ciornie" (1987). Scomparso Visconti, si è legata artisticamente a Mario Monicelli: i frutti migliori dell'unione sono, probabilmente, “Speriamo che sia femmina" (1986) ed “Il male oscuro" (1990). Tra i lavori più recenti da segnalare “La stanza dello scirocco" (1998) di Maurizio Sciarra e “Il cielo cade" (2000) di Andrea ed Antonio Frazzi.