T-DoR: Giorno della Memoria Transgender (VIDEO)
Il 20 novembre è il Giorno della Memoria delle persone Transgender uccise per il fatto di essere ciò che sono, per il fatto di esistere.
Il 20 novembre è il Giorno della Memoria delle persone Transgender uccise per il fatto di essere ciò che sono, per il fatto di esistere. Il giorno della Memoria quindi simboleggia la denuncia della violenza e dell’ipocrisia di un mondo che semina discriminazione. Per l’assassinio di Rita Hester, a San Francisco il 20 novembre si realizzò una veglia a lume di candela. Era il 1998 e da allora ogni anno in ricordo le associazioni organizzano una cerimonia in cui i partecipanti - eterosessuali, omosessuali, transessuali, amici, figli, genitori, compagni - leggono a voce alta, ad uno ad uno, i nomi delle persone che sono state uccise nell’anno appena concluso. Ogni lettore poi prende una candela e l’accende e la pone vicino alle altre. Una candela accesa per ogni nome di persona che non c’è più.
Il comunicato stampa dell’Arcigay: "TDOR 2011. Arcigay piange le vittime trans.
Arcigay, in occasione del TDOR, la Giornata internazionale della memoria trans del 20 novembre 2011 piange e commemora i trans e le trans vittime di violenza, discriminazione e sopruso. La transfobia, nel silenzio delle Istituzioni e della società civile, uccide. Per denunciare questo orrore il sito dell’associazione sarà oscurato per tutta la giornata e numerosi comitati locali organizzeranno iniziative per richiamare la collettività all’urgenza di iniziative di prevenzione. Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay"
Il comunicato stampa dell'Associazione Trans Genere: "Il 20 novembre si celebra dal 1999 una triste ricorrenza ben conosciuta da tutta la comunità GLBTQI, il Transgender Day of Remembrance, un giorno in cui si evidenzia una drammatica situazione di fatto, certo, ma sopratutto una profonda denuncia.
Le vittime Trans assassinate nel mondo per odio transfobico sono tante, troppe e probabilmente i dati che conosciamo sono 'per difetto' perché le statistiche non contemplano le uccisioni che passano in assoluto silenzio, espressione di una cultura della vergogna del giudizio sociale e i suicidi causati dall’emarginazione, dalla disperazione per pressioni psicologiche. La violenza e l’ignoranza è insita anche nelle stesse parole dei media che ne denunciano l’accaduto, giornalisti che sbagliano ancora oggi dopo anni di sensibilizzazione da parte delle associazioni, aggettivi articoli e sostantivi che sono l’espressione logica dell’identità e quindi del pensiero di se di ogni essere umano.
Ed è proprio su ciò che è “logico”, su ciò che è coerente che vorremmo soffermarci a riflettere. Riflettere sì, sulla morte brutale subita da queste persone, ma sopratutto sulla vita, persa ancor prima di essere stroncata. E quest’atto di logica coerenza non può non portare ad estendere, onestamente, il discorso sulla crudeltà e l’impotenza, sull’indifferenza, sulle richieste di aiuto inascoltate di una società intera a danno non solo delle persone Transessuali, ma di tante persone uccise dalla violenza maschile. Sembrerà certo un’elaborazione ardita e contestabile perché ci accingiamo a spostare l’attenzione su una tematica più ampia, ma è nostra intenzione nulla togliere alle persone trans, anzi ricordarle come donne, uomini, figlie e figli, cittadine e cittadini. Il nostro è uno sforzo per tentare di capire il massacro che avviene sopratutto a danno di chi non è conforme e funzionale alla cultura maschista e sessista dominante nella nostra società.
L’Associazione Trans Genere afferma che il 20 Novembre non vi è nulla da celebrare, poiché si celebrano vittorie o sconfitte. In quel giorno non vi è neanche il ricordo di qualcosa che è passato, noi non abbiamo da ricordare vite spezzate poiché ogni giorno le nostre vite e le vite di coloro che non sono nella norma sono stroncate dalla negazione al poter vivere la loro quotidianità in dignità e serenità. Le nostre vite sono spezzate nell’emarginazione, nell’esclusione, nelle aggressioni, nelle offese, negli insulti, nei rifiuti, nell’impossibilità di poter accedere ad una quotidianità, nella richiesta pressante di doverci adeguare e di doverci nascondere. Noi non siamo persone che ricevono la morte nel momento in cui ci viene tolta la vita, ma siamo persone a cui vene chiesto di morire ogni giorno per vivere. Noi di Trans Genere il 20 di novembre rivendichiamo che la dimensione della transfobia non coglie solo le persone Trans, e che pertanto non può essere argomento occasionale tanto meno equiparato almeno in quest’occasione all’altro grave aspetto dell’omofobia.
Rivendichiamo l’assoluta serietà che questo giorno vuole richiamare come caratterizzazione di un intero anno, di lotta e di attività per l’affermazione del diritto alla vita, rivendichiamo che questo giorno e un giorno di tutti, ma che i molti non si possono permettere di strumentalizzare ai loro fini e consumi. Rivendichiamo che la quotidiana morte che porta alla soppressione fisica di persone costrette alla marginalità pretende dalle associazioni, dai movimenti, dalle istituzioni, e da tutta la società nel suo complesso una LIMPIDA ATTENZIONE della dignità di tutti e tutte coloro che ne vivono la negazione. A noi non interessa ricordare i nomi, come tasselli di un macabro puzzle, perché tutti i giorni abbiamo di fronte le loro storie, e non le possiamo dimenticare. Associazione Trans Genere" (Vedere anche: Turchia: donna transessuale uccisa dal fratello e America, bambina transgender nelle Girl Scout )
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