Tbc: paura dei genitori e ricorso al Tar
ROMA – L’associazione dei consumatori dichiara di aver ricevuto una serie di azioni giudiziarie a favore delle famiglie coinvolte nella vicenda della Tbc al Policlinico Gemelli.
ROMA – L’associazione dei consumatori dichiara di aver ricevuto una serie di azioni giudiziarie a favore delle famiglie coinvolte nella vicenda della Tbc al Policlinico Gemelli. Saranno presentate al Tribunale di Roma, sia come azioni collettive per ottenere un risarcimento danni che come azioni singole provenienti dalle differenti famiglie. I danni sono stati chiesti per i bambini sia positivi che negativi al test. Il Codacons ha contestato “l'omessa sottoposizione dell'infermiera alla visita annuale o la superficialità con la quale è stata effettuata. Si aggiunge che dopo la positività del 2004/2005 la cartella rischi dell'infermiera avrebbe dovuto prevedere visite con lasso temporale di intervallo ridotte e più approfondite sul rischio specifico".Il Codacons farà inoltre ricorso al Tar contro la Regione Lazio per l’illegittimità della commissione di indagine sanitaria sul caso e per estendere i controlli fino ai bambini nati anche un anno e mezzo prima dell’evento. Intanto, i genitori dei bimbi positivi sono pronti alla guerra. Alcuni di loro si sono ritrovati stamattina per discutere; permane il clima di paura e il timore dei danni provocati dalle possibili cure. Infine, i test effettuati al Policlinico Gemelli da parte dei genitori dei bambini infettati, sono stati addirittura pagati: una coppia di genitori dichiara di aver corrisposto 70 euro per la prestazione dopo aver effettuato una lastra al torace del figlio risultato positivo alla Tbc.
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