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Tsunami in arrivo, prime onde in India (VIDEO)

Magnitudo 8,9, un terremoto che lascia presagire un'onda anomala che minaccia le coste dell'Indonesia e l'India (vedi video).

Tsunami in arrivo, prime onde in India (VIDEO)


Magnitudo 8,9, un terremoto che lascia presagire un'onda anomala che minaccia le coste dell'Indonesia e l'India (vedi video). Il Noaa's National Weather Service sta monitorando attentamente le fasi di sviluppo del possibile maremoto, che interesserebbe non solo le coste dell'arcipelago indonesiano, ma tutta la zona del pacifico, comprendendo: India, Sri Lanka, Thailandia, Seychelles, tutta la zona dell'oceano indiano fino ad arrivare in Africa. Gli Tsunami son fenomeni sì imprevedibili ma è possibile allertare una zona in seguito ad un terremoto di magnitudo elevato.


Gli tsunami o maremoti sono onde che vengono generate in una massa d’acqua da un disturbo sotterraneo; spesso avvengono in prossimità delle coste. Possono raggiungere altezze molto elevate ed hanno un potere distruttivo enorme. Il termine deriva dal giapponese: tsu=porto e nami=onda.

Ciò che contraddistingue una cosiddetta “onda anomala” da un’onda qualsiasi è la massa d’acqua che viene spostata; in un’onda marina il vento muove solo gli strati superficiali della colonna d’acqua, mentre le onde “tsunami” muovono tutta la colonna d’acqua e sono velocissime. Quando le onde anomale raggiungono la costa si trasformano, riducono la velocità e aumenta l’altezza dell’onda, sino ad arrivare ad altezze molto elevate di alcune decine di metri.

La maggior parte degli tsunami è causata da forti terremoti sottomarini, con un elevato magnitudo, una profondità focale non troppo profondo e che abbia l’energia sufficiente per spostare  una notevole  massa d’acqua.  Ci sono anche casi in cui gli Tsunami sono  provocati dallo scivolamento di rocce sottomarine o grossi blocchi di rocce in seguito a frane aeree.

A volte si assiste a fenomeni di iniziale ritiro delle acque che lasciano a secco le coste ed i porti; questo ritiro non è che il cavo dell’onda che preannuncia la conseguente inondazione.

Talvolta invece lo tsunami è provocato da un’eruzione sotterranea, che provoca uno spostamento immediato della colonna d’acqua.  In Indonesia purtroppo i fenomeni legati a questo tipo di disastri sono molto frequenti. La zona è altamente sismica e ricca di vulcani attivi. L’oceano pacifico è in particolare una zona dove si incontrano placche continentali ed oceaniche. Questa zona viene anche chiamata “cintura circumpacifica” comunemente conosciuta come “ring of fire”, ossia anello di fuoco.

Andando a ritroso si può verificare come nella zona dell’arcipelago indonesiano gli tsunami si siano succeduti a ritmo di pochi mesi l’uno dall’altro. Nel  2007 un maremoto si abbatté sull’arcipelago costando la vita a 272 persone. Nel 2006 sull’isola di Giava altro devastante tsunami che causò la morte di circa 650 persone e quasi 400 feriti. Quello del  dicembre del 2004 fu l’evento più disastroso degli ultimi decenni:  vide coinvolte le coste di Sri Lanka, Thailandia, Indonesia, India, Maldive e Malaysia e provocò la morte di quasi 230.000 persone. E poi a susseguirsi Filippine, Giappone ed ancora Indonesia, in un viaggio di eventi climatici imprevedibili e spaventosi. Spesso le coste più colpite sono le zone dove la presenza di vegetazione è drasticamente scomparsa per gli insediamenti umani. Le mangrovie in particolare hanno sempre svolto un ruolo fondamentale nella protezione delle coste, attutendo le ondate. Purtroppo come spesso accade là dove l’uomo si stabilisce non tiene conto delle condizioni climatiche e naturali del luogo. Foreste che hanno la funzione protettiva e preservativa di un ecosistema in bilico vengono distrutte per far posto a piantagioni, spiagge o industrie.

Per molti anni le coste di queste zone del mondo hanno resistito agli “attacchi” dei maremoti, proprio grazie alla vegetazione che faceva da barriera naturale. Idem per le barriere coralline che a causa della sfrenata estrazione si sono ridotte. L'utilizzo della sabbia marina in campo edilizio, ha causato un collasso del letto, privando delle difese naturali le coste.

L’uomo dominante che distrugge la natura e paga, a sue spese, l’inganno della sua supremazia. Oggi terremoti ed eruzioni ci costringono a riequilibrare il nostro ruolo nella natura, scavando nell’intimo quel poco di coscienza che è rimasta; il rispetto per gli equilibri naturali è l’unica via per sopravvivere in un mondo che va alla deriva.

 

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