Turchia: è iniziata la seconda repubblica?
Diversi avvenimenti recenti mostrano ancora una volta le grandi trasformazioni che non da oggi la Turchia sta vivendo sia sul piano interno che su quello del suo ruolo e delle sue relazioni internazionali, grazie (o, se si preferisce, a causa) della politica del governo "islamico-moderato" di Recep Tayyip Erdogan.
Diversi avvenimenti recenti mostrano ancora una volta le grandi trasformazioni che non da oggi la Turchia sta vivendo sia sul piano interno che su quello del suo ruolo e delle sue relazioni internazionali, grazie (o, se si preferisce, a causa) della politica del governo "islamico-moderato" di Recep Tayyip Erdogan. La vicenda delle nomine dei vertici militari ha segnato un'indubbia vittoria del potere politico nei confronti dell'establishment militare, da sempre custode dell'ortodossia kemalista, tanto che diversi osservatori hanno parlato di inizio di una “seconda repubblica” turca. Sul piano internazionale, le primavere arabe, la situazione in Siria e in Libia e la crisi umanitaria in Somalia, hanno visto un ulteriore applicazione di quella dottrina della “profondità strategica” che da diversi anni ormai ispira la politica estera. Una politica che, se da un lato mantiene le sue tradizionali alleanze internazionali e l'obiettivo strategico dell'adesione all'Unione Europea, dall'altro punta a conquistare alla Turchia un ruolo di paese chiave della vasta area che va dall'Asia centrale, al Medio Oriente, ai Balcani e che ora guarda anche a determinati paesi africani sulla base della comune appartenenza islamica (ma in chiave politica, non religiosa). Tutto quanto è accaduto e accadrà ancora in Turchia, dovrebbe però spingere gli osservatori a guardare alle “cose turche” con meno pregiudizi e a studiare le trasformazioni in atto senza quegli stereotipi che invece troppo spesso affiorano da cronache e analisi.
-
Ultimi articoli
-
Articoli più visti


