Turchia: soldati morti a causa degli errori dell'esercito
Clamorose dichiarazioni dell'ex capo di stato maggiore turco, Isik Kosaner: nella lotta contro i guerriglieri separatisti curdi l'esercito ha commesso errori che sono costati la vita ai soldati.
Clamorose dichiarazioni dell'ex capo di stato maggiore turco, Isik Kosaner: nella lotta contro i guerriglieri separatisti curdi l'esercito ha commesso errori che sono costati la vita ai soldati. Parole eclatanti che fanno molto discutere in un Paese abituato a considerare le forze armate un pilastro della nazione. Le affermazioni erano state registrate di nascosto nel corso di conversazioni che Kosaner ha avuto negli ultimi mesi, in occasione di sue visite a varie unità militari e sono poi comparse su internet pochi giorni dopo l'attentato del 17 agosto che ha provocato la morte di dodici soldati per mano del Pkk e tre settimane dopo le improvvise dimissioni di Kosaner e dei vertici militari in polemica con il governo Erdogan. Dopo una settimana di silenzio l'ex numero uno delle forze armate turche ha confermato le rivelazioni con un comunicato stampa: “un'autocritica per avvisare i suoi uomini e motivarli” ed evitare che alcune sue parole possano danneggiare la memoria dei soldati caduti. Parole che, inevitabilmente, rimandano al braccio di ferro in corso da anni tra governo islamico-moderato e militari (con questi ultimi capaci, fino ad un certo punto, di costituire un'opposizione anche più forte di quella parlamentare, ma che negli ultimi tempi hanno subito una serie di sconfitte) e che indicano come le grandi trasformazioni sociali e politiche che la Turchia vive da un decennio non lasciano indenne nemmeno il baluardo dello stato laico fondato da Kemal Ataturk.
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