Tutti in piedi, il monologo di Marco Travaglio (VIDEO)
Nel corso della manifestazione "tutti in piedi", di questa sera 17 giugno 2011, condotto da Michele Santoro e da Serena Dandini, è intervenuto anche Marco Travaglio, presentato dalla Dandini come il giornalista italiano più temuto, con l'ossessione per la giustizia, che ricorda tutte le date e tutti i processi politici dall'unità di Italia ad oggi.
Nel corso della manifestazione "tutti in piedi", di questa sera 17 giugno 2011, condotto da Michele Santoro e da Serena Dandini, è intervenuto anche Marco Travaglio, presentato dalla Dandini come il giornalista italiano più temuto, con l'ossessione per la giustizia, che ricorda tutte le date e tutti i processi politici dall'unità di Italia ad oggi. Travaglio ha parlato, dal palco del parco di Villa Angeletti a Bologna, dei politici, dei giornalisti e dei temi più scottanti dell'attualità italiana. Ha iniziato paralando dei sillogismi dei filosofi, dicendo che sono ragionamenti fatti senza senso per far ragionare le persone. Ragionamenti del tipo "tutti i gatti sono mortali, Socrate è mortale, Socrate è un gatto". Parlando di questi ragionamenti senza senso ha fatto riferimento ai politici e ai media, che, secondo il giornalista, insegnano la gente a ragionare, senza senso.
Partendo da questa premessa, Travaglio ha parlato di come i giornali e quelli che lui più che "giornalisti di destra" definisce "leccaculo", riescano a dare dei titoli agli articoli sulle loro testate che facciano passare i politici come dei perseguitati dalla legge senza motivo. E a tal proposito fa un esempio: se una zingara viene fernata 100 volte per furto, nessuno penserà che è davvero innocente tutte le cento volte e che è solo perseguitata. Mentre Berlusconi, parla di accanimento della magistratura contro di lui, dall'alto dei suoi 106 processi.
Travaglio è tornato ancora una volta a parlare del caso Ruby e di come non siano necessarie le intercettazioni per smascherare i movimenti dei politici. Il vice direttore del Fatto Quotidiano infatti, ha detto che è sufficiente mettere i politici davanti a una telecamera e a un microfono, e lasciarli parlare per arrivare alla verità. Proprio come è successo col Ruby Gate. All'inizio nessuno era a conoscenza del fatto che Ruby fosse una minorenne, una prostituta, e che riceveva soldi da Berusconi. Il premier e i giornalisti, tra questi Travaglio nomina spesso Sallusti, affermavano che la ragazza era la nipote di Mubarak e che mai aveva avuto denaro da parte del presidente del Consiglio. Ma, afferma il giornalista, dopo tanto lavoro fatto dai "suoi" giornali per sostenere questa tesi, Berlusconi, uscendo dal tribunale smentisce tutto: "L'ho pagata perché non si prostituisse, le ho dato 60 mila euro per comprare un laser antidepilazione". Su quest'espressione Travaglio ironizza: "Ma un laser dovrebbe essere pro depilazione, un laser anti depilazione cosa fa? Ti fa ricrescere i peli dopo che li hai tolti?"
Per finire, Travaglio ipotizza cosa succederebbe se un giorno, il presidente del Consiglio accoltellasse un passante per strada. Pensa Ghedini che direbbe "Bè è chiaro, è un'arma giocattolo!" Pensa a Sallusti, o a Ferrari, che direbbero "In fondo chi non ha mai accoltellato qualcuno?" E l'ultimo pensiero del giornalista va a Belpietro, che invece direbbe: "Che ci faceva quest'uomo con la schiena contro il pugnale di Berlusconi e chi l'ha mandato?"
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