Ultravista, il programma che dona i 15 decimi ai militari Usa
Militari e piloti capaci di vedere una mosca a 9 metri di distanza: è l’ultravista, 15 decimi per occhio invece dei normali 10. E’ possibile negli Usa, grazie a una combinazione di microchirurgia e laser, nell’ambito del Refractive Surgery Program della Marina a stelle e strisce. Già 230 mila gli interventi eseguiti con successo.
Dotare i soldati americani, i piloti in particolare, di una vista d’aquila. E’ questo l’obiettivo del programma “ultravista”, avviato dieci anni fa in via sperimentale dalla Marina americana ed ora condotto a perfezione: insomma, far sì che possano vedere una mosca a nove metri, invece di sei, come chi ha i normali dieci decimi. Sono i numeri a rivelare che la fantascienza sta diventando a tutti gli effetti realtà: già oltre 230 mila militari dell’esercito USA e più di mille piloti dell’aeronautica si sono sottoposti all’intervento chirurgico mediante laser. Ad essere operati, non solo soggetti con miopia, ma anche coloro che non avevano difetti, per ottenere i 15 decimi di un predatore notturno. Una ricerca, in particolare, ha convinto i vertici a stelle e strisce a operare chi già vedeva bene: 30 aviatori che avevano perso l’autorizzazione a condurre aeroplani sono stati operati e due settimane dopo tutti (100%) avevano una visione di 10 decimi o superiore; il 94% degli operati vedeva 12/10 e il 57% ben di più, cioè da 13/10 in su. Uno studio su questi pazienti ha quindi mostrato che il 98,2% era soddisfatto del risultato ottenuto. E, soprattutto, la laser vision correction si è rivelata sicura ed efficace in tutti gli aspetti del servizio militare. Risultati talmente eccezionali che recentemente anche la Nasa ha approvato la pratica per i propri astronauti. Ne va orgoglioso David Tarzer, comandante della US Navy ma anche direttore del Warfighter Refractive Surgery Program: “Ho volato con un F/A 18 Hornet a fianco del pilota che è stato il mio primo operato di miopia con il laser Lasik e sono fiero di me: ho migliorato le sue capacità visive nel condurre il velocissimo aereo da combattimento”. La supervista potrebbe davvero rivelarsi il requisito del futuro per i piloti di jet militari, protagonisti di atterraggi in spazi strettissimi, con pioggia o vento, spesso di notte, con la nebbia, magari su portaerei con mare in tempesta. Coinvolti in missioni pericolosissime, ogni minimo errore può costare loro la vita e compromettere il successo. Il risultato del progetto è una sorta di “doping” ottico che, oltre ad aprire una nuova era di soldati davvero speciali, potrebbe suggerire applicazioni estese anche ad altri mestieri e, chissà, sport in cui la vista è elemento cruciale.

