Usa, Colorado devastato dagli incendi: 36mila persone in fuga
Il Presidente USA in visita nelle aree colpite dall'emergenza incendi: proclamato lo stato di calamità grave. Decine di migliaia gli evacuati. E’ corsa contro il tempo, in azione i C-130 dell’Esercito.
E’ ormai stato di grave calamità in Colorado, Stati Uniti. Lo ha proclamato il presidente americano Barack Obama nel corso della sua visita nelle zone colpite dagli incendi che dal 9 giugno hanno già devastato 87.000 acri (circa 35 ettari) di terreno, distrutto 346 case e provocato almeno una vittima. La decisione del numero uno della Casa Bianca apre di fatto il rubinetto degli aiuti federali, subito convogliati nelle aree del disastro, a nord del Colorado, tra cui le contee di El Paso e Larimer.
“La devastazione è enorme, ma devo elogiare lo spirito di squadra messo in campo da cittadini e autorità”, ha commentato il presidente. “Dobbiamo fare in modo da rimanere ognuno accanto all’altro, sostenerci a vicenda”, ha poi aggiunto Obama, sottolineando la trasversalità del clima di cooperazione e di coordinamento, a livello federale, statale, fino alle agenzie locali.
Un viaggio in agenda da tempo, quello di Obama, ed auspicato dal sindaco di Colorado Springs, la seconda città più grande dello stato, Steve Bach, che giovedì sera aveva partecipato, commosso, ad un grande meeting con i residenti che hanno perso le proprie abitazioni nei roghi definiti “senza precedenti” dalle autorità del posto. La mattina dopo, scuro in volto, il primo cittadino aveva dribblato i reporters che lo assediano, ormai da settimane, per le ultimissime sullo stato dell’emergenza. “Apprezzo molto che il presidente sia venuto a fare un sopralluogo – ha dichiarato Bach nella giornata di venerdì –, anche se si trattasse solo di rassicurarci che il disastro è al centro delle preoccupazioni del Paese, che ci sono persone in tutta America che guardano con solidarietà ai nostri abitanti ormai senza tetto”. “Ho intenzione di chiedere denaro contante”, ha precisato quindi il sindaco. Intanto, nonostante il calare del vento e delle temperature, non si arresta la marcia del rogo di Waldo Canyon: in tutto gli evacuati sono circa 36 mila, mentre altre 20 mila case e un centinaio di aziende giacciono pericolosamente sulla traiettoria del “mostro” di fuoco. C’erano anche Brandon Hanson e sua moglie Maria all’incontro con il sindaco Bach. Nei loro occhi un’espressione di grande sollievo. “Abbiamo passato in rassegna la lista delle abitazioni distrutte”, raccontano, “il nostro indirizzo non vi compariva”.
La metà delle risorse federali per la lotta agli incendi è attualmente dispiegata in Colorado. Giovedì squadre di vigili del fuoco sono riuscite finalmente a prendere il controllo della zona, delimitando il perimetro del rogo ed arginandone del 15% l’avanzata. Incisivo, in tal senso, il contributo dell’Esercito, che ha montato i sistemi antincendio della Guardia Forestale USA a bordo dei propri C-130, pronti a liberare una pioggia di ritardante di fiamma su questa terra martoriata.
Colorado, un mondo di canyons e paesaggi naturali; un mondo di cercatori d’oro. A ovest le Montagne Rocciose, a est un territorio completamente pianeggiante. Il suo nome spagnolo significa colorato (di rosso): il rosso del fiume Colorado quando scorre in fase di piena attraverso i terreni erosi, ma anche il rosso, ai giorni nostri, degli incendi delle foreste dopo la grande siccità del 2002. Incendi furiosi, nel 2012, che la corsa contro il tempo di pompieri e militari tenta disperatamente di domare.

