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Valentino Rossi, podio e lacrime

MISANO - Non c’era spazio per i sorrisi, ieri al circuito Santa Monica di Misano Adriatico.

Valentino Rossi

MISANO - Non c’era spazio per i sorrisi, ieri al circuito Santa Monica di Misano Adriatico. Non poteva esserci, nemmeno per il podio conquistato da Valentino. È la seconda volta che accade - la prima nel Gp degli Stati Uniti a Laguna Seca - da quando il Dottore è tornato alle corse dopo l’incidente del Mugello che lo aveva tenuto lontano dalle piste per 42 giorni. Ma il 3° posto di ieri è un podio amaro per il 9 volte campione del mondo, come per il vincitore Dani Pedrosa e il 2° classificato Jorge Lorenzo, in un giorno funestato dalla tragedia di Shoya Tomizawa. Gara che è partita regolarmente, come regolarmente - a parte il dramma consumatosi sulla pista, che ha stroncato la vita di un pilota e ne ha costretti due al ritiro - si era conclusa quella della categoria inferiore. Cosa che non ha mancato di suscitare polemiche.
I piloti avevano visto le immagini del terribile schianto di Tomizawa. E avevano capito subito che era qualcosa di molto grave. Ma, come da programma, alle 14 la partenza. Al via l’ australiano della Ducati Casey Stoner scatta bene prendendo la testa, inseguito dallo spagnolo Pedrosa su Honda e da Lorenzo (Yamaha). Nei primi metri, un contatto tra l’americano Nicky Hayden (Ducati) e Loris Capirossi (Suzuki): entrambi finiscono a terra, ma senza conseguenze. Stoner prova a comandare la corsa per i primi giri, ma la differenza di prestazioni della Honda, rispetto a tutte le altre, fa la differenza. Il passaggio di Pedrosa al comando è perentorio: alle sue spalle Lorenzo, saldamente in 2ª posizione ma assai distanziato. Per Valentino, invece, comincia la lotta con Stoner per la 3ª piazza. L’aria di casa, finalmente, fa funzionare la sveglia sul casco di Valentino, che si butta in un bel corpo a corpo con l’australiano. Nella lotta prova ad inserirsi anche Dovizioso (Honda), che alla fine non riuscirà però a raggiungere il podio. A gara delle MotoGp ancora in corso, piomba come un fulmine la notizia della morte di Tomizawa. In quel momento, lo sport è passato in secondo piano e in molti si sono chiesti se non sarebbe stato opportuno non far partire la gara della classe regina Ma il principio del The show must go on è stato ancora una volta rispettato. Unica concessione al lutto, il podio della Motogp è stato celebrato con bandiere a mezz’asta e senza la consueta doccia di champagne; cosa che poteva essere fatta anche a Indianapolis una settimana fa, dopo la morte di Peter Lenz, il ragazzino di 13 anni travolto in un incidente simile a quello di Tomizawa.

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