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Via la storia dell’arte dalla scuola italiana

La riforma Gelmini riduce nella scuola italiana le ore dedicate all’insegnamento della storia dell’arte.

mariastella gelmini

La riforma Gelmini riduce nella scuola italiana le ore dedicate all’insegnamento della storia dell’arte. La legge varata due anni fa comincia quest’anno a far sentire i suoi effetti sulla scuola.

 A risentirne sono soprattutto gli Istituti Tecnici e Professionali dove è del tutto depennata, persino nel curriculum Turistico. Proprio in questi istituti, nei quali l’impostazione tecnica prevale su quella umanistica, la storia dell’arte ha un ruolo formativo, culturale e civile per le generazioni alle quali spetterà proteggere il patrimonio artistico dell’Italia.  <<Il patrimonio artistico e culturale è l’unico petrolio su cui siamo seduti, nonché la principale e forse unica ragione per cui il mondo si ricorda ancora della nostra esistenza. Una classe dirigente di buon senso taglierebbe ovunque, tranne che lì>> ricordava, inascoltato, Massimo Gramellini.

E’ la situazione paradossale di vivere dentro un museo, e non capirlo. In materia di Arte lo studente italiano dovrebbe saperne più di tutti gli altri, perché ci vive in mezzo. E i tagli non riguardano solo i ragazzi italiani: la diminuzione delle ore di storia dell’arte negli istituti tecnici e professionali, proprio quelli frequentati in maggior numero dagli studenti stranieri, toglie loro una possibilità di comprensione del paese in cui vivono. Provare lo spavento della bellezza nel sollevare lo sguardo alla volta della Cappella Sistina.

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