Violenza sulle donne: due storie da Lecce e Matera
Ogni giorno sono migliaia i delitti commessi nei confronti delle donne: violenze di ogni sorta, che sfociano spesso nell'omicidio.
Ogni giorno sono migliaia i delitti commessi nei confronti delle donne: violenze di ogni sorta, che sfociano spesso nell'omicidio. Le pagine dei giornali ne sono piene, ci sono trasmissioni televisive che "campano" grazie al racconto di queste vicende. Eppure ogni volta ci chiediamo come sia possibile che nel 2011 accada ancora. Ogni tentativo di giustificare gli aggressori è inutie quanto sbagliato, specie se per difendere n uomo (che può essere figlio, fratello, marito o amico) si arriva a fare come a Velletri, dove tre ragazzi sono stati condannati (per aver stuprato une ragazzina rumena) e amici e parenti hanno devastato un piano intero del Tribunale. E' questo il modo di chiedere giustizia? Sicuramente no, come di sicuro non sono edificanti le vicende accadute a Lecce e Stigliano (Mt), con protagoniste due donne purtroppo vittime entrambe di violenza sessuale.
LECCE - La prima che vi raccontiamo è quella che ha per protagonista una 16enne di Brindisi, che stamattina aveva deciso di non andare a scuole a spostarsi a Lecce per fare shopping. La ragazza aveva raggiunto la città salentina insiema due amici e mai avrebbe immaginato che proprio i due compagni di avventura sarebbero diventati i suoi orchi. La hanno fatta ubriacare e dopo averla violentata nei bagni della stazione leccese, l'hanno fatta risalire sul treno e rimandata verso Brindisi, quasi si trattasse di un pacco di cui liberarsi. Ad accorgersi di lei è stato un ferroviere, che ha subito intuito la gravità della situazione e ha chiamato i soccorsi. Purtroppo, dai controlli effettuati in ospedale, è risultato che la violenza c'è stata.
MATERA - A Stigliano, in Basilicata, la storia è, per quanto possibile, ancora più paradossale e triste, perchè mostra un degrado tale da mettere i brividi. A subire violenza è stata una donna di 36 anni, stuprata non da una persona qualunque, ma dal proprio marito in compagnia di un amico di quest'ultimo. La donna, tra l'altro madre di due bambini che dormivano nella stanza affianco a quella in cui si consumava la violenza, aveva subito maltrattamenti e violenze di gruppo già in passato, ma non aveva mai trovato la forza di denunciare il marito. Stavolta le cose sono andate però diversamente e per l'uomo e il suo complice (tra l'altro già alle prese con problemi con la giustizia in passato) sono scattate le manette.
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