Wikileaks. In Basilicata deposito di scorie nucleari
MATERA - Chi abita dalle parti di Rotondella lo ha sempre saputo.
MATERA - Chi abita dalle parti di Rotondella lo ha sempre saputo. Chi non conosce la Basilicata forse si meraviglierà del fatto che sia possibile una cosa del genere. Invece, è proprio vero che la Basilicata, una regione che "per attraversarla coast to coast ci vuole 1 ora e 15 minuti", è in realtà un cimitero di scorie nucleari.
Commissioni - Dopo una serie di verifiche che hanno coinvolto anche delle commissioni parlamentari, si è giunti alla conclusione che il Centro ricerche della Trisaia di Rotondella (in provincia di Matera, a due passi dal Mar Jonio) è un cimitero di scorie. Ma se pensate che a far emergere la verità sia stata una di queste commissioni o una qualsiasi delle tante istituzioni presenti nel nostro Paese, siete leggermente fuori strada: il merito è di Wikileaks e Julian Assange. Sono stati pubblicati, infatti, una serie di cablogrammi tra la Sogin (la società che si occupa della gestione delle scorie radioattive di Rotondella) e un'agenzia governativa statunitense, ma anche tra Gianni Letta e l'ex ambasciatore americano Spogli che hanno come argomento proprio ciò che è conservato a Rotondella: tra l'altro è curioso il fatto che le barre di uranio sono giunte in Italia proprio dagli Usa, che poi hanno rifiutato di riprendersele.
Uranio - Dai documenti emergerebbe che alla Trisaia (per fortuna) non ci sono tracce di plutonio, ma l'uranio è invece abbondante. In tutte le sue forme e soprattutto altamente arricchito (e quindi buono per la costruzione di ordigni nucleari, ad esempio). In particolare emerge che in Basilicata siano conservati 15.398,4 grammi di uranio "fresh" (cioè puro) e 92.414,2 grammi irradiati. Ma non mancano importanti quantità di uranio a basso arricchimento (2.754 grammi), di uranio impoverito (6.069 grammi) e uranio naturale (1.114.042,8 grammi). Se questo è lo stato delle cose, appare quasi naturale quello che era stato proposto nel 2003: fare cioè della Basilicata il deposito nazionale delle scorie. La gente di Lucania scese in strada per dire "No" a questa decisione del Governo, che avrebbe fatto di una salina del comune di Scanzano Jonico (a pochi km dunque da Rotondella) la discarica della "monnezza" radioattiva prodotta in Italia. Col senno di poi e alla luce delle rivelazioni di Wikileaks, viene da chiedersi a cosa sia servito protestare, se comunque la Basilicata è già in questo momento (e da tanti anni) una sorta di magazzino in cui conservare la "sporcizia" radioattiva.
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