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Yara, chiesti registri anagrafici: pista del figlio illegittimo

Per far luce sull'omicidio di Yara Gambirasio gli inquirenti hanno chiesto a 18 comuni l'elenco di tutti i residenti nati tra il 1930 e il 2000. Si segue la pista del figlio illegittimo. Scetticismo manifestato dal consulente ingaggiato dalla famiglia di Yara.

Yara, chiesti registri anagrafici: pista del figlio illegittimo

Per far luce sul caso Yara, gli inquirenti, che conducono le indagini, hanno chiesto a 18 Comuni i nominativi dei residenti nati tra il 1930 e il 2000. I Comuni sono Osio Sotto, Osio Sopra, Dalmine, Lallio, Seriate, Treviolo, Gorle, Ponteranica, Oltre il Colle, Sorisole, Verdellino, Verdello, Ciserano, Levate, Ubiale Clanezzo, Zanica, Zogno, Azzano San Paolo. Sono interessati 4.345 cittadini, su un totale di 5.070 residenti; Una ricerca ampia, certo, ma circoscrivibile attraverso precisi programmi informatici, con l'utilizzo di filtri. Alcuni comuni hanno già terminato la raccolta dati (Zanica, Treviolo Osio Sopra, Ciserano) altri (Verdello, Verdellino, Gorle e Azzano San Paolo) hanno confermato di essere al lavoro sulla questione.

 

Gli inquirenti mantengono il riserbo sulle ragioni che hanno dettato l'iniziativa. Ma probabilmente la loro è una ricerca mirata a individuare qualcuno con un profilo ben preciso. Questo filone di indagine è partito dal frequentatore della discoteca Sabbie mobili di Chignolo d'Isola, il cui dna è risultato simile a quello maschile ignoto trovato sulla vittima. Indagando sul suo ceppo familiare gli inquirenti hanno puntato la lente su tre fratelli suoi parenti, i quali sarebbero originari di Gorno. Il loro dna presenta punti di somiglianza con quello sospetto, ma non è identico. L'ipotesi è che uno di loro possa avere avuto un figlio illegittimo, che potrebbe essere, secondo gli inquirenti l'assassino di Yara.


Scettico sulla validità di questa pista Giorgio Portera, l'ex tenente dei Ris di Parma ingaggiato come consulente dai genitori di Yara, il quale afferma che "per avvalorare la validità di questa ipotesi bisognerebbe effettuare alcuni confronti in più, prendendo in esame anche altre regioni di dna, come avviene nei test di paternità. Questo abbiamo suggerito, perché a nostro avviso i dati scientifici di partenza non sono sufficienti per fare affermazioni certe su possibili legami di parentela, fra le persone prese in esame e il profilo genetico ignoto scoperto sulla vittima».

 

 

 

 

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